| |
In qualche caso Ximenes progettò delle opere monumentali che rispondevano soprattutto a esigenze decorative e celebrative. Era il caso delle due fonti gemelle poste l’una di fron-te all’altra sul ponte Lima (distrutte con il ponte durante la seconda guerra mondiale), e ciò vale soprattutto per quella nei pressi del Ponte Sestaione.
Questo si può probabilmente imputare alla sua collocazione, a pochi passi dall’opera più im-pegnativa e maestosa dell’intera strada: il Ponte sul Sestaione. Da qui iniziava peraltro il percorso più arduo e faticoso verso l’Abetone, pertanto nel luogo non poteva mancare una fontana «che rifocillasse i viaggiatori e i loro animali prima della salita finale o che li ri-storasse prima della discesa verso San Marcello» . Essa sorse un po’ arretrata rispetto al-la strada su uno slargo lastricato, comoda sosta per i viandanti.
Alla fontana fu inoltre affidato il compito della celebrazione della costruzione del mae-stoso ponte e soprattutto del suo committente, il granduca Pietro Leopoldo, attraverso una lapide marmorea con epigrafe a elogio del principe.
Fu conclusa nel 1779 ma solo nel 1781 fu completata la conduttura di adduzione dell’acqua.
La struttura è in pietra arenaria con imponente prospetto delimitato da due paraste a bozze rettangolari con capitello che sostengono dei vasi semisferici con anse lavorate; ci-mase mistilinee e, a coronamento del tutto, un terzo vaso con anse festonate dal quale fuoriescono delle fiamme (anche i due vasi laterali le avevano ma sono andate perdute). In basso è la vasca monolitica con bombatura irregolare che poggia su un basamento lineare e su due sostegni a zampa di leone. La vasca è sormontata da una lastra orizzontale che tie-ne due rosoni scolpiti dai quali fuoriescono le bocche dell’acqua, oggi metalliche, che origi-nariamente erano in terracotta. La lastra porta scolpita la frase “O PELLEGRIN SE DEL SENTIER SEI LASSO/ FERMATI BEVI E POI RADDOPPIA IL PASSO”, di carattere popolare e creduta da molti successiva alla fontana.
Sopra a questa lastra, al centro della testata, è un cartiglio lapideo mistilineo, modanato con volute, modellato nella parte superiore con un mascherone, che contiene la lapide marmorea rettangolare con l’iscrizione . Sia cartiglio che lastra hanno incise LXF che sta per “Leonardo Ximenes Fecit”.
Osservandola nel complesso la fontana appare come divisa in due, in quanto la parte supe-riore è assai più raffinata e curata che non l’inferiore. La parte della vasca mostra in ef-fetti una lavorazione piuttosto rozza, e non sembra la stessa mano della parte soprastan-te. Può darsi che lo Ximenes si concentrò più sulla parte celebrativa, verso il granduca, e verso se stesso indirettamente, trascurando la parte “utilitaria”; si è anche supposto che la parte inferiore sia più tarda, avendo quella attuale sostituito l’originale .

|