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Da Pianosinatico, abbandonando la statale e scendendo per il bivio sulla destra, dopo alcuni chilometri si raggiunge Rivoreta.
Paesello che vanta vetuste origini, c’è infatti chi auspica possa derivare dai romani, certo è che è posto lungo una delle più antiche mulattiere che consentivano ai viaggiatori di rag-giungere Modena da Cutigliano; arteria viaria frequentata dal medioevo, ancor oggi per-corribile a piedi, che rivestì per secoli una notevole importanza, prima di essere soppianta-ta dall’apertura della strada Ximenes – Giardini, che comportò l’esclusione di Rivoreta dalla grande comunicazione.
Oggi il paese è rinomato soprattutto per il museo che ospita: “Museo della gente dell’Appennino Pistoiese”, fulcro di uno degli itinerari dell’Ecomuseo della Montagna Pi-stoiese.
È proprio oltrepassando l’inconfondibile sagoma della struttura del museo che troviamo, salendo sulla piazza del paese, questa semplice ma bella fontana. Essa consta di un para-mento murario a bozze quadrangolari sul quale è addossata la vasca monolitica di pietra, sostenuta da un piccolo basamento. Da due cannelle in bronzo fuoriesce l’acqua, probabil-mente proveniente da due diverse sorgenti, giacché, come si legge nelle targhette applica-te rispettivamente vicino a queste, una è acqua potabile, l’altra no.
Su uno dei blocchi lapidei costituenti il paramento, è incisa la data della probabile costru-zione: 1894. È verosimile ritenere che essa sia stata realizzata a compimento dei lavori di restauro che interessarono la chiesa nel 1892, e di una più generale risistemazione della piazza.
Recentemente (2005), in occasione dei lavori di ripristino del retrostante pozzo lavatoio, la fontana ha subito dei lavori manutentivi di pulitura e stuccatura, apparendo oggi ben conservata e non intaccata dal tempo.

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